Salute

FARRO TRITICUM DICOCCUM: QUANTI BENEFICI!

Chi ci ama e ci segue lo sa: Luzi è leader nella coltivazione di farro triticum dicoccum e di produzione di alimenti  integrali e salutistici da esso derivati. Sappiamo bene ormai quanto i cereali antichi rappresentino la base di un’alimentazione sana e corretta per l’ottenimento dei massimi benefici sia per il corpo che per la mente. Noi coltiviamo il farro antico con metodi biologici e sostenibili per l’ambiente e produciamo  cibi veramente integrali ottenuti dalla macinazione a pietra e a tutto corpo di ogni chicco.

Il buon consumatore manifesta ogni giorno il suo interesse, dato da un crescente consumo, per le tradizioni artigianali in ambito alimentare incentivando così la crescita dei buoni e saggi produttori locali, soprattutto per quel che riguarda i prodotti ottenuti dal farro triticum dicoccum coltivato nelle zone appenniniche del centro Italia. La resistenza fisica di questo cereale è notevole. Basta considerare il fatto che il farro si adatta benissimo anche a terreni impraticabili per altre vegetazioni pietrosi, collinari e molti poveri, resistendo per di più a basse temperature, all’umidità e all’aridità.

Senza Glutine

Ma non tutti sanno quanto questo cereale sia rivoluzionario anche per i celiaci. Secondo recenti studi pubblicati dal CermisCentro ricerche e sperimentazione per il miglioramento vegetale, infatti, “piccole assunzioni di glutine nei soggetti celiaci riescono a provocare gravi danni, principalmente a carico del piccolo intestino nel quale provoca un generale appiattimento dei villi intestinali, con la conseguete perdita della capacità di assorbire le sostanze nutritive. Attualmente la celiachia non ha cure, unica terapia possibile è quella di rispettare una dieta rigorosamente priva di glutine“.

Il farro triticum dicoccum –  è ben noto – contiene glutine e già di per sé questa caratteristica non gli permetterebbe di annoverarsi tra i cibi accettabili per il celiaco. Ma con l’andare del tempo, della ricerca e dello studio applicato sul cereale si è compreso che le proteine di alcuni farri sono caratterizzate, a differenza di quelle del frumento, da un livello di tossicità inferiore, o quasi del tutto nullo.  “La MAC (Minima Concentrazione Aglutinante) dei farri collezionati – si legge nella ricerca pubblicata – , è risultata estremamente variabile, e compresa fra un minimo di 100 per le accessioni più tossiche e un massimo di 512 per quelle meno tossiche“.

Ciò significa “che il farro deriva la sua tossicità dalla interazione di due gruppi proteici differenti, un primo gruppo di proteine dotato di effetto tossico nei confronti della mucosa intestinale del celiaco, ed un secondo gruppo proteico protettivo che mitiga l’azione esercitata dal primo. La ridotta tossicità di un farro può essere interpretata quindi in un duplice modo, ovvero tramite una scarsa presenza di fattori tossici o una abbondante presenza del gruppo proteico protettivo“.

Senza la paura costante di mangiare cibo contaminato

Ridurre il livello di esposizione alle proteine tossiche del glutine potrebbe di conseguenza ridurre l’insorgenza della malattia nella popolazione generale e soprattutto nei soggetti considerati maggiormente a rischio. Una vera rivoluzione alimentare in ambito salutistico e medicale che permetterebbe a molti di noi di vivere senza una così grave patologia e soprattutto senza la paura costante di mangiare cibo contaminato.